Incontro con Emanuele Tamponi, sviluppatore attivo del team KOffice che si occupa in particolar modo di Krita.
| Inviato da Anonimo il Sab, 05/01/2008 - 18:33 | ![]() ![]() ![]() |
Emanuele, come vedremo, si occupa principalmente di Krita, che è lo strumento di ritocco fotografico e disegno digitale incluso nell'insieme di applicativi per la produttività personale di KDE, KOffice. Mentre the gimp si propone come l'antagonista libero di Adobe® Photoshop®, Krita rappresenta (anche se non allo stato attuale, ma lo sarà molto presto!) l'alternativa libera a Corel® Painter®. The gimp infatti è principalmente orientato al ritocco fotografico, mentre Krita è stato pensato come uno strumento per il disegno digitale, dedicato agli artisti che vogliano dipingere utilizzando il computer.
Nota:Essendo un incontro in prima persona ho dovuto registrare la conversazione per poi poterla trascrivere con calma in un secondo momento. Ne risulta quindi che i testi delle domande e delle risposte non rappresentano esattamente ciò che si è detto, anche se ho cercato di mantenermici il più vicino possibile.
D: Puoi presentarti ai lettori di KDE Italia? Cosa fai nella vita? Studi, lavori?
R: Sono Emanuele Tamponi, sono al secondo anno di Ingegneria Elettronica all'università di Cagliari, dove vivo.
D: Quando hai sentito parlare di KDE per la prima volta?
R: Nel 2002, con mandrake 8.2, che portava di default KDE 2.2. Non è stato subito un approccio attivo, anzi, all'inizio non sapevo neanche che l'interfaccia grafica si chiamasse KDE.
D: Quando hai iniziato a sviluppare attivamente per KDE?
Lo sviluppo è iniziato molto dopo il primo incontro con KDE. Ho iniziato circa due o tre anni fa, con un paio di patch per konqueror che non sono state accettate perchè erano in condizioni orribili!
D: Quali motivi ti hanno spinto a dare una mano a KDE anziché ad altri?
R: Da quando ho iniziato ad avere a che fare con la splendida comunità Qt/KDE che invoglia proprio a partecipare al progetto. Infatti quando ho iniziato è stato proprio perchè qualcuno me lo ha proposto, sono molto gentitli, non sono assolutamente una casta chiusa e sono molto interessati anche al supporto degli altri.
D: Puoi dire che programmare per KDE è stato un investimento? Ti ha fornito l'esperienza di programmazione con C++/Qt che ti ha aiutato arricchendo il tuo curriculum personale? Ciò può aiutare a trovare un lavoro? Può essere un buon biglietto di ingresso per presentarsi a un colloquio di lavoro con un società di software?
R: Senza dubbio! A parte l'ottima pubblicità che già di per se fanno le parole KDE, Germania e Norvegia, anche le conoscenze che derivano dall'esperienza di programmazione Qt/KDE sono un ottmo biglietto da visita. Anche le teorie studiate all'università aiutano molto, ma avere un posto dove sviluppare delle applicazioni, diverse dalle classiche attività didattiche, che sai già che verranno utilizzate da persone per cose reali aiuta molto nella concentrazione che uno mette nel lavoro che fa. Cambia il modo di programmare, cambia il modo di impostare le cose, ti obbliga a stare attento, a perfezionare quello che scrivi. Per esempio, per il lavoro che ho fatto io serviva che il codice fosse veloce, cosa che non è richiesta in un programma didattico. Anche la conoscenza profonda di tutte le caratteristiche del linguaggio avviene scrivendo, facendo pratica di programmazione, e da questo punto di vista si imparano cose serie che poi ti vengono riconosciute nel senso che comunque puoi citare che hai lavorato in questo o quest'altro progetto, quindi la risposta è sì, senza alcun dubbio!
D: Puoi spiegare ai nostri lettori in cosa effettivamente consiste il tuo lavoro su KDE?
R: Io lavoro principalmente su KOffice e in particolare su Krita, il programma di disegno digitale di KDE. Io mi occupo delle parti più matematiche insieme ad altri sviluppatori come CyrilleB e boemann. Mi occupo degli strumenti che hanno bisogno di un background matematico-fisico e cerchiamo di fare il più possibile! In questo momento mi sto occupando di una delle parti principali di krita che permetterà di iniziare ad utilizzarlo come sostituto di corel painter, quindi poter dipingere in modo che i colori vengano mischiati insieme, colino, si secchino eccetera (quì inizia a spiegare in maniera sommaria cosa effettivamente serve per raggiungere tali obbiettivi. Ometto il tutto per preservare la salute mentale del lettore! ndr).
D: Conosci personalmente qualche altro sviluppatore KDE o li conosci solo on-line?
R: A parte all'akademy li ho conosciuti soprattutto tramite IRC, sono tutte persone molto interessanti, molto disponibili, non troppo geek...
D: Quale potrebbe essere il tuo slogan per attrarre persone verso KDE? Puoi darci qualche "motivo per stare con *nix/KDE"?
R: Vedremo un po' cosa succederà con KDE4. Allo stato attuale linux/KDE costituisce una piattaforma molto stabile che cerca di essere il più user-friendly possibile. Non considerando i casi in cui sono necessarie applicazionidi di terze parti non disponibili per linux, KDE è un ambiente di lavoro sufficente per il lavoro di tutti i giorni: navigare, leggere la posta, editare immagini con Krita...
D: Quanto tempo impieghi mediamente al lavoro su KDE?
R: Direi che i motivi che mi tengono "lontano" da KDE sono, più che lo studio, le amicizie e gli altri impegni che mi tengono occupato a Cagliari, e ti assicuro sono una marea. Certamente dipende molto anche dagli esami. Quando non devo studiare arrivo a dedicarci anche 4 ore al giorno. Quando devo fare altro (lezioni/sutdio) posso dedicarmici solo una volta o due alla settimana. Ci lavoro soprattutto d'estate e potrò lavorarci le prossime settimane dopo gli esami.
D: Quale è la tua distribuzione preferita? Ce ne sono state altre dopo la prima?
R: Quella con cui sono rimasto più a lungo, due anni e mezzo, è stata la gentoo. Poi mi sono trovato molto bene per un periodo con openSuse, ora è da un po' che provo kubuntu.
D: Quali sono i suggerimenti che daresti ai tuoi colleghi sviluppatori dei programmi più popolari di KDE?
R: Innanzitutto bisogna stare più attenti alle esigenze dell'utente medio. Bisognerebbe mettere la propria nonna ad utilizzare le funzionalità che si sviluppano e vedere se sono realmente utilizzabili. L'utente deve innanzitutto iniziare ad usare KDE, poi si può dare la possibilità di espandere e configurare le varie funzionalità, ma se l'applicazione non risulta ad utilizzabilità immediata è possibile che un utente non inizi proprio ad utilizzarla.
D: Quando avremo KOffice 2? Quali sono le migliorie fondamentali?
R: Uscirà nel secondo trimestre del 2008. I vantaggi sono una maggiore stabilità, molte più features tra le quali gli shapes, che permetteranno di rappresentare qualsiasi cosa in qualiasi modo lo si vorrà rappresentare: ruotare zoommare gli oggetti eccetera. Il supporto ODT sarà quello di default e già in molte aree è più "standard compliant" di quello di openoffice, ma rimane in generale ancora non completato; non dovrebbero esserci lacune particolari per il rilascio della 2.0 comunque.
D: Quale è il luogo che preferisci?
R: Cagliari, senza dubbio, purchè possa scappare d'estate perchè fa troppo caldo. Il posto, le amicizie... Và benissimo stare a Cagliari.
Nel ringraziare Emanuele per la pazienza e la cordialità vi consiglio di non perdere di vista Krita e i suoi sviluppi futuri, nonchè l'intero sviluppo di KDE 4 che dalla versione 4.0 costituisce una realtà da tenere d'occhio in attesa della versione 4.1, probabilmente quella che raggiungerà l'usabilità del nostro amato KDE 3.5. Un saluto a tutti!
contributo di opensourcecat
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