Riposizionare il marchio KDE
| Inviato da Anonimo il Sab, 28/11/2009 - 19:09 | ![]() ![]() ![]() |
KDE non è più software creato da persone, ma persone che creano software.
La forza di KDE è la comunità. È il principio di tutto. Include la cultura, i valori e la missione KDE. La comunità è anche cosa ci lega insieme e ci dà un'identità. Questa identità è KDE. Così è normale che il marchio “KDE” sia legato prima di tutto alla comunità.
A volte usiamo il termine “Progetto KDE” come un modo per riferirci alla comunità. Noi siamo cresciuti molto rispetto alla situazione in cui ci si poteva riferire a KDE come un “progetto”. Non è più uno sforzo limitato a risolvere il problema di avere un'interfaccia grafica per Linux. È diventato una vigorosa comunità di persone che lavorano continuamente per creare e migliorare software libero per utenti finali, basandosi su precisi valori, idee e obiettivi.
Il marchio KDE porta con se i valori della comunità KDE: la libertà, l'eccellenza tecnica, la bellezza, il pragmatismo, la portabilità, gli standard aperti, la collaborazione internazionale, la professionalità, il rispetto e il grande lavoro di squadra.
KDE: il marchio ombrello
In questo contesto, il software KDE è un marchio ombrello per il software creato dalla comunità e il software che usa la piattaforma KDE. Include la piattaforma stessa, la “KDE Software Compilation”, e tutte le altre applicazioni KDE. Vedetela come una gerarchia, con il marchio ombrello KDE sopra e gli altri marchi sotto.

Mandare in pensione la dicitura “K Desktop Environment”
La dicitura estesa “K Desktop Environment” è diventata ambigua e obsoleta, probabilmente anche fuorviante. Riferirsi a “KDE” con una dicitura che si riferisce a se stessa evidenza il fatto che siamo passati da un insieme limitato di componenti software a una comunità che fornisce un ecosistema di software libero per l'utente finale per il desktop, dispositivi portatili, e altri.
Essa può essere sostituita completamente ed efficacemente con “Comunità KDE”, “Piattaforma KDE”, “Applicazioni KDE”, o dai nomi specifici delle applicazioni KDE, che dipendono da cosa fanno.
Per lo stesso desktop abbiamo un nome più preciso: “Spazio di lavoro KDE”. L' insieme enorme di applicazioni invece può essere messo sotto il marchio ombrello KDE, usando marchi specifici per ogni applicazione o per ogni suite di applicazioni. La confusione su cosa sia e cosa implica un ambiente desktop può essere evitata usando termini più precisi.
Usare marchi distinti
Per posizionare con successo il termine “KDE” come comunità e marchio ombrello, abbiamo bisogno di forti identità per la nostra gamma di prodotti. Una sintesi di questi prodotti e dei nuovi marchi è esposta qui sotto.
Il software creato dalla comunità è marchiato al di sotto del marchio ombrello. L'uso di “KDE” nel nome del prodotto è opzionale e dipende dal contesto. Per le applicazioni che non sono molto conosciute come applicazioni KDE e non sono identificate facilmente da qualcosa come il prefisso “K” nel loro nome, si raccomanda di usare “KDE” nel nome del prodotto.
Applicazioni KDE
Le applicazioni KDE sono la grandezza e la ricchezza dell'universo KDE. Sono le soluzioni per gli specifici casi d'uso. Le applicazioni KDE possono girare indipendentemente dallo spazio di lavoro KDE e possono liberamente mischiarsi con applicazioni basate su altre piattaforme e altri toolkit.
Alcuni esempi:
Ci sono pochi marchi che sono usati per identificare una suite basata su diverse applicazioni, ed alcune volte si riferiscono a una sotto-comunità. Esempi:
Spazi di lavoro KDE
KDE fornisce gli spazi di lavoro, che a loro volta forniscono l'ambiente per far girare e gestire le applicazioni e per integrare la loro interazione. Sono disegnati per essere un ambiente generico per tutti i tipi di applicazioni desktop, non solo per quelle costruite sulla piattaforma KDE, ma si integrano meglio con le applicazioni che seguono gli standard della piattaforma. Per arrivare ai bisogni di specifici gruppi di utenti e adattarsi a specifiche piattaforme hardware, ci sono due tipi di spazi di lavoro:
Gli spazi di lavoro includono molti componenti chiave come Kwin, KDM, la libreria Plasma, Ksysguard e le Impostazioni di sistema. Generalmente rilasciamo gli specifici spazi di lavoro (come il Desktop Plasma) chiarendo che sono un sottoinsieme degli spazi di lavoro KDE.
Piattaforma KDE
Il software KDE è basato sulla Piattaforma KDE, la base di librerie e servizi di cui hanno bisogno le Applicazioni KDE. Quando si parla di sviluppo di framework e tool ci si può riferire con Piattaforma di sviluppo KDE. È costruita su un certo numero di pilastri (Akonadi, Solid, Nepomuk, Phonon, Plasma).
La KDE Software Compilation
La comunità KDE fa rilasci regolari di un insieme dei suoi prodotti software. Questi rilasci sono chiamati KDE Software Compilation ed etichettati con un numero di versione. Le applicazioni che ne fanno parte possono girare indipendentemente fra di loro, così come possono esserne aggiunte altre. Possono essere liberamente mischiate con applicazioni che usano altri framework, e girano in qualsiasi ambiente desktop.
Implementazione
La struttura di cui sopra è stata concordata dopo un anno di discussione e pianificazione. È anche stata discussa con la comunità in vari posti. Sappiamo e riconosciamo che è diversa, è dobbiamo abituarci. Alcune cose potrebbero sembrare non necessarie – ma credeteci ci abbiamo pensato e ripensato. È tempo di spostarci dalle discussioni all'implementazione vera e propria. Vogliamo avere la maggior parte di tutto questo a posto per il rilascio 4.4 della KDE Software Compilation.
Useremo attivamente il marchio KDE e gli altri sotto-marchi nelle nostre comunicazioni, assicurandoci di distinguerli tra di loro in modo naturale, e impareremo a trattare lo spazio di lavoro come un altro prodotto. Nei prossimi mesi passeremo sempre più alla nuova terminologia ed aggiorneremo le nostre risorse e il materiale pubblicitario per fornire una terminologia unica e coerente. Ovviamente, come membri della comunità, potete aiutarci. Prima di tutto usando, nelle vostre comunicazioni, i nuovi termini, aggiornando siti, documentazioni e dialog; secondo spiegando queste cose agli altri.
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